Premio Marco Falorni

Da Sezione Pianeti UAI.

Versione delle 14:32, 29 ago 2011, autore: Paolo (Discussione | contributi)
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Il Premio 'Marco Falorni' è stato istituito dalla Sezione Pianeti UAI nel 2006 e va a sostituire altri riconoscimenti che, in passato, la Sezione ha intitolato a Paolo Senigalliesi e ad altri illustri planetaristi italiani.

Il Premio è stato concepito durante la riunione della Sezione Pianeti svoltasi a Nizza il 24 Aprile 2006 presso l'Osservatorio Astronomico della Côte d'Azur.

Marco Falorni (1944-1995) ha ricoperto varie cariche in seno all'UAI, fino a quella, in ultimo, di Presidente. E' stato un grande cultore dell'osservazione planetaria, esperto, meticoloso, grande animatore e organizzatore; ha coltivato contatti internazionali, anche a livello professionale, ed è il fondatore della Sezione Pianeti (1988).

Il Premio a lui intitolato è destinato a persone particolarmente attive nel campo dell'osservazione planetaria e viene conferito in sede di Congresso Nazionale, su indicazione del responsabile della Sezione Pianeti. Il premio consiste in una targa ricordo e in un anno di iscrizione all'Unione Astrofili Italiani.

Il Premio è stato finora assegnato ai seguenti osservatori:

Il Presidente Sassone Corsi consegna il premio a Fattinnanzi (a destra)

2006: Cristian Fattinnanzi (Congresso UAI di Catania), con motivazione:

Cristian Fattinnanzi è uno dei migliori fotografi astronomici italiani, nella ripresa dei pianeti e non solo. Le sue immagini, ricche di dettagli fini e di colori sontuosi, pubblicate sulla rivista dell'UAI, su altri periodici e in vari siti web, l'hanno portato a notorietà internazionale. I suoi risultati sono stupefacenti se si considera che sono stati conseguiti per lo più con l'impiego di una semplice "webcam", osservando dal marciapiede sotto casa sua, a Macerata. Essi testimoniano di una rara capacità tecnica nella messa a punto del telescopio, nel padroneggiare l’apparato di ripresa e le procedure di elaborazione; ma la loro bellezza estetica ci parla anche del gusto artistico dell'autore che, pur non essendo fra le doti richieste nel lavoro scientifico, non di meno lo arricchiscono. Per altro, la precisione di queste immagini nella resa dei dettagli planetari ha retto la prova di tutte le verifiche. Si ricordano in particolare le sistematiche osservazioni di Marte e di Giove, con la produzione di planisferi e animazioni di forte impatto spettacolare. E' bello ricordare anche l'indole amichevole di Cristian, sempre pronto a condividere le sue conoscenze tecniche e ad aiutare chi intraprende a sua volta la strada della fotografia amatoriale.

Il Presidente Sassone Corsi consegna il premio a Olivetti (a destra)

2007: Tiziano Olivetti (Congresso UAI di Faenza), con motivazione:

Tiziano Olivetti si distingue fra i fotografi astronomici per l’abilità di padroneggiare le tecniche digitali e per un impegno costante e sistematico. Pur non disdegnando la ricerca della "bella foto", Tiziano produce risultati di grande sostanza scientifica e le sue splendide immagini dei pianeti sono apprezzate in tutto il mondo. La costante applicazione di metodi e convenzioni precise costituisce un raro riferimento di eccellenza per tutti gli appassionati di osservazione planetaria. Osservando da una latitudine favorevole (Bangkok, dove ha trascorso gli ultimi anni per lavoro) ha fornito, fra l’altro, un contributo al monitoraggio delle correnti atmosferiche di Giove e delle nubi di Venere nell'ultravioletto. Gli è accreditata la prima osservazione di un’eruzione di macchie nella Banda Equatoriale Sud di Giove, avvenuta nella scorsa apparizione. Il 10 dicembre 2005, col pianeta ancora basso nel crepuscolo mattutino, poche settimane dopo la congiunzione eliaca, Tiziano ha colto, in un’immagine strappata con caparbietà a un cielo ormai chiaro, il primo nucleo dell'insorgente perturbazione, che nei mesi successivi si sarebbe estesa in forma spettacolare su molta parte di Giove.

Il Presidente Sassone Corsi consegna il premio a Cardin (a sinistra)

2009: Marco Cardin (Congresso UAI di Padova), con motivazione:

Marco Cardin in questi ultimi anni si è affermato come uno dei più assidui e scrupolosi osservatori di Venere in luce violetta, nonostante le difficoltà oggettive poste da questo pianeta “difficile”, che rivela al meglio le tenui differenze di albedo nella coltre di nubi solo nella parte violetta dello spettro, poco o nulla utilizzata, fino ad un recente passato, dai non professionisti. Le sue numerose immagini, elaborate con cura e corredate di tutti i dati richiesti per una corretta interpretazione, sono state riprese con una webcam, e rendono possibili la costruzione di mappe rotazionali del pianeta e le misure della velocità dei venti atmosferici. Esse testimoniano sia un’ottima capacità tecnica per la ripresa al telescopio e l’elaborazione sia una buona dose di spirito scientifico e tenacia, doti necessarie ad ogni osservatore planetario. Marco Cardin, che ha inoltre contribuito con analogo livello di qualità alle altre campagne di osservazione della Sezione Pianeti, costituisce un esempio per tutti gli astrofili che aspirano ad un livello di eccellenza nell’osservazione planetaria.

2010: Antonello Medugno (Congresso UAI di Napoli), con motivazione:

Antonello Medugno si è affermato come uno dei più abili osservatori italiani in campo planetario. Egli sfrutta il bel cielo di Capua, dove fotografa i corpi del Sistema Solare con le più moderne camere CCD. Antonello ama sperimentare le possibilità aperte da queste tecniche meravigliose, sviluppando metodologie di acquisizione, elaborazione e analisi. Le sue immagini sono esteticamente molto belle. A ciò si accompagna una lodevole costanza nel sorvegliare i pianeti, anche al di fuori dei periodi favorevoli, per coprirne i fenomeni in maniera sistematica. La sua tenacia è stata premiata più volte. Nel 2007 è stato uno dei pochi osservatori italiani a seguire nel cielo dell'alba una spettacolare eruzione della Fascia Temperata Nord di Giove, annunciata da macchie luminosissime. Nel 2009, nella notte fra il 19 e il 20 luglio, è stato uno degli scopritori indipendenti della macchia prodotta sul pianeta dall'impatto di un oggetto cometario.

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